

Non è mai semplice comunicare la diagnosi di Sclerosi Multipla, una malattia così complessa nelle manifestazioni cliniche e nelle diverse età, ineludibilmente neurodegenerativa. La parola più importante per i pazienti, la più semplice esperta, ma che non abbiamo potuto pronunciare sino a tempi relativamente recenti è Cura: non nel senso di poter guarire dalla malattia, ma nel fondato intento di condizionarne favorevolmente l’andamento clinico, domandola nell’aggressività e nell’evoluzione. Lo sviluppo di nuovi e più efficaci farmaci è andato di pari passo con la messa a punto di modalità di somministrazioni più confortevoli (somm.ni sottocute e non più endovena, possibili anche a domicilio). Oggi non restiamo senza proposte terapeutiche per i pazienti malati da più tempo, più avanti negli anni o in fase di progressione. Non temiamo più il counseling familiare: nell’affrontare il tema della programmazione della gravidanza, riaffermiamo la sicurezza della terapia. Il calendario vaccinale, declinato in tutte le necessità che ciascuno può presentare, non può prescindere dalle specificità dei numerosi farmaci fortunatamente oggi disponibili ed è da tempo, soprattutto dall’epidemia COVID, parte integrante della gestione multidisciplinare della Sclerosi multipla. Adesso possiamo sostenere i nostri pazienti nella difficoltà che il momento della diagnosi sempre rappresenta, comunicando che diagnosi coincide con la definizione della terapia più appropriata, e che questo si traduce nel controllo della malattia e del suo rischio di progressione, cioè nel guadagnare tempo di benessere e di vita. Non possiamo promettere di cancellare la malattia dal loro futuro dei nostri pazienti, ma possiamo affiancarli e sostenere ciascuno nel proprio progetto. È una sfida che oggi possiamo raccogliere.
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Avezzano, 9 giugno 2026
