

La neurologia italiana è chiamata ad affrontare una fase di profonda trasformazione. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie neurologiche croniche e la disponibilità di nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche stanno modificando il ruolo del neurologo e l’organizzazione stessa dei percorsi di cura.
In un intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore, il Presidente della SNO Pasquale Palumbo sottolinea come la sfida principale sia oggi quella di coniugare innovazione e sostenibilità. Farmaci innovativi, biomarcatori, imaging avanzato e nuove tecnologie offrono opportunità senza precedenti per i pazienti, ma richiedono competenze sempre più specialistiche e un’attenta gestione delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale.
Tra le priorità individuate vi è la gestione delle patologie tempo-dipendenti, come l’ictus, dove la rapidità di diagnosi e trattamento continua a rappresentare un fattore determinante per gli esiti clinici. Parallelamente, cresce la necessità di sviluppare modelli di presa in carico integrata per le malattie croniche, dall’Alzheimer al Parkinson, dalla sclerosi multipla alle malattie rare neurologiche, attraverso una collaborazione strutturata tra ospedale, territorio, medicina generale, riabilitazione e servizi sociali.
Un ruolo sempre più rilevante sarà svolto anche dalla telemedicina, considerata non più una soluzione emergenziale ma uno strumento strategico per migliorare accessibilità, continuità assistenziale e qualità delle cure, sia nelle emergenze sia nella gestione delle patologie croniche.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata al tema dell’appropriatezza clinica e della sostenibilità economica. L’accesso alle nuove terapie deve infatti essere accompagnato da percorsi diagnostici efficaci, diagnosi precoci e reti assistenziali capaci di garantire equità su tutto il territorio nazionale.
Questi temi saranno al centro del 65° Congresso Nazionale SNO, in programma a Reggio Calabria dal 3 al 6 giugno 2026, dove oltre mille professionisti delle neuroscienze si confronteranno sulle principali sfide che attendono la neurologia italiana nei prossimi anni.
Come conclude Palumbo, l’obiettivo è costruire una rete delle neuroscienze sempre più forte, integrata e vicina alle persone, capace di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di vita, dalla prevenzione alla gestione delle patologie croniche.
